Analisi
dei fabbisogni formativi in agricoltura
Il
contesto in cui si svolge l’indagine
Nell'ambito delle iniziative volte
a sviluppare un sistema di supporto alle politiche preventive della
disoccupazione e alla salvaguardia dei livelli occupazionali, in applicazione
dell'art. 9, comma 1, della legge 236/93, l'Ufficio Centrale OFPL del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali ha promosso e finanziato progetti, presentati da Organismi Bilaterali
quale espressione della concertazione delle parti Sociali.
Lo scopo di tali iniziative è quello di giungere alla costituzione di un
"Sistema" di rilevazione permanente dei fabbisogni formativi che
possa favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro e che sia in
grado di orientare in tal senso, in modo sistematico e continuativo, l'azione
del sistema impresa, del sistema formativo nonché delle stesse persone in cerca
di occupazione anche in coerenza con quanto previste dal Piano Operativo
Nazionale presentato dal Ministero del Lavoro per la realizzazione delle Azioni
di sistema, programmazione 2000-2006.
Nel corso dell'anno 2000 due delle indagini presentate dagli Organismi
paritetici bilaterali e, precisamente, OBNF (Organismo Bilaterale Nazionale per
la Formazione) e EBNA (Ente Bilaterale Nazionale Artigianato) sono state
completate ed hanno costituito il punto di partenza per l'allestimento, in via
sperimentale e con il coordinamento tecnico scientifico dell'ISFOL, del primo
nucleo di rete.
Alla costituzione del sistema ha concorso, anche, l'indagine svolta da
"Unioncamere" che, anche se non Ente Bilaterale, ne ha potuto far
parte in dipendenza della sua natura pubblica e in virtù del carattere
integrativo della sua indagine rispetto ai contenuti ed ai settori dei progetti
presentati dagli Organismi Bilaterali.
Nello stesso anno sono state avviate sei nuove indagini in
altrettanti settori produttivi: "Analisi dei fabbisogni formativi in
agricoltura", "Master Media. Nuove competenze professionali per
l'industria dell'informazione", "Indagine sui fabbisogni
professionali nel settore del credito", "Sistema di rilevazione e
monitoraggio permanente dei fabbisogni professionali e formativi nel settore
del turismo – Estensione al sud", "Ricerca nazionale – Analisi dei
sistemi di competenza delle imprese a rete anche ai fini della certificazione
(Art. 17, legge 196/97)" e "Analisi fabbisogni formativi –
Enfea".
Inoltre, sono state avviate altre due nuove indagini: "Indagine sui
fabbisogni di competenze professionali nel settore della cooperazione" e
"Ricerca nazionale sulle professionalità delle imprese del settore
trasporti, loro infrastrutture e servizi collegati: fabbisogni di nuove
competenze professionali e nuove risposte formative".
I prodotti, risultanti dalle esperienze settoriali, se reputati significativi e
coerenti con il "Sistema" a rete, concorreranno, successivamente,
all'implementazione dello stesso.
Il
progetto di Agriform
Agriform intende promuovere la
messa in atto di un sistema di analisi e monitoraggio continuo delle esigenze
di formazione nel settore agricolo, che, a partire dall’indagine sui fabbisogni
formativi, contribuisca all’innovazione del sistema di istruzione e di
formazione professionale rilevando ed operando per rendere più rispondente
l’offerta del sistema formativo alla domanda del sistema produttivo.
E’ questa, infatti, un’esigenza
molto sentita anche nel settore primario che, pur essendo rimasto
sostanzialmente immutato al suo interno, dal punto di vista strutturale, ha
vissuto negli ultimi decenni profondi cambiamenti.
L’apparente paradosso che ciò
esprime, dà ragione della complessità del settore in cui convivono, ed hanno
peso significativamente diverso, situazioni d’impresa, di sistema più
complessivo, d’area e di mercato, quantitativamente e qualitativamente differenti,
tanto dal punto di vista delle dimensioni fisiche ed economiche delle aziende,
quanto dal punto di vista del numero e delle caratteristiche degli addetti,
nonché del più o meno accentuato orientamento al mercato piuttosto che al
presidio del territorio ed alla salvaguardia del tessuto rurale ed ambientale.
Guardando all’evoluzione del
settore primario nel nostro paese, per effetto anche delle misure di Politica
Agricola Comunitaria, di particolare interesse appaiono le problematiche
relative a:
Ø
I processi di creazione e sviluppo di imprese rivolte a
nuovi mercati e prodotti;
Ø
Le aziende agricole che, ubicate prevalentemente in aree di
collina e di montagna, non sono in grado di competere sui mercati a causa delle
ridotte dimensioni fisiche ed economiche. Tali aziende, stimate in numero
ragguardevole dovranno riconvertirsi ad un nuovo ruolo, maggiormente legato
alla gestione complessiva dell’ambiente e del territorio, riuscendo così ad
offrire nuove opportunità di lavoro integrando in maniera corretta agricoltura,
forestazione, artigianato, turismo rurale e tutta una serie di servizi
innovativi utili alla collettività;
Ø
Lo sviluppo delle coltivazioni destinate a fini non
alimentari, ma orientate verso la produzione di biomasse a fini energetici;
Ø
La scelta strategica di privilegiare modelli produttivi
riconducibili alla cosiddetta agricoltura biologica. Scelta che attraversa un
po’ tutti i comparti produttivi e che comincia lentamente ad affermarsi ed a
trovare consensi negli orientamenti dei consumatori italiani sulla scia di
quanto avviene già negli altri paesi europei;
Ø
I rapporti di filiera agro-alimentare all’interno dei quali
le imprese agricole soffrono notevoli difficoltà, da un lato, nell’acquisizione
di quote di servizi e di valore aggiunto oggi appannaggio dei settori a valle
della produzione e, dall’altro, a causa della adesione a sistemi di
certificazione di qualità per rispondere alle esigenze dell’agroindustria e
della grande distribuzione.
In questo contesto non è possibile
prescindere da un sistema di formazione professionale che aiuti gli operatori
del settore a gestire il cambiamento.
In sintesi l’estrema articolazione
territoriale e produttiva del settore e la sua valenza strategica, in molti
casi decisiva anche a livello intersettoriale, rendono necessario l’intervento
atto a costituire uno strumento di indirizzo e di lavoro, basato sulle esigenze
di sviluppo delle imprese e dei lavoratori, utile a tutti coloro i quali
operino, a diversi livelli e con diverse competenze all’interno del sistema
della formazione professionale in agricoltura ed abbiano responsabilità nella
programmazione e nell’attuazione dell’attività formativa: Ministeri, Regioni,
Enti locali, parti sociali ed enti di formazione.
Obiettivi
generali e specifici
Il complesso delle indagini da
effettuare, dunque, non si pone come obiettivo principale quello di acquisire
elementi per formulare previsioni quantitative della domanda di professionalità
(anche se tale aspetto verrà comunque preso in considerazione in quanto
costituisce un indicatore fondamentale nella programmazione di attività
formative), bensì quello di individuare le figure professionali da formare
(formazione iniziale) e da aggiornare/ riqualificare/riconvertire (formazione
continua), affinché l’agricoltura sia in grado di rispondere alle sfide
strategiche del mercato e dell’innovazione delle tecnologie e dei modi della
produzione.
La messa a punto di un sistema di
individuazione, analisi e valutazione delle esigenze di formazione nel settore
agricolo, che attraverso rilevazioni periodiche consenta di monitorare
efficacemente i mutamenti in atto, risponde dunque a due esigenze fondamentali:
- quella della riduzione del gap qualitativo tra
domanda - espressa e potenziale - ed offerta di formazione e professionalità;
- quella di fornire al sistema formativo
informazioni adeguate, facilmente fruibili ed aggiornate/aggiornabili in
tempi compatibili con le esigenze di sviluppo del settore (informazioni
attendibili e gestibili).
In particolare, il progetto è sostanzialmente
finalizzato alla costruzione di un processo di rilevazione dei fabbisogni,
condiviso e gestito dalle Parti Sociali, secondo la filosofia e le finalità
alla base della costituzione dell’organismo bilaterale per la formazione
professionale - Agriform, che individua come obiettivi specifici quelli di:
Þ
verificare quali figure professionali siano richieste
nell’ambito dell’organizzazione delle imprese, quali siano le competenze che le
caratterizzano, quali le opportunità e modalità occupazionali;
Þ
analizzare le prospettive di sviluppo del settore,
individuando le possibili evoluzioni ed innovazioni delle figure professionali
esistenti ed i fabbisogni di nuove professionalità (anticipazione dei
fabbisogni formativi e professionali);
Þ
verificare, dal punto di vista quantitativo e qualitativo,
la reale offerta formativa all’interno del settore agricolo ed il livello di
congruità con le esigenze espresse;
Þ
elaborare ipotesi di futuri percorsi formativi, che
rispondano in maniera adeguata alle esigenze di sviluppo ed innovazione del
settore e contribuiscano non solo a mantenere gli attuali livelli occupazionali
ma anche a prospettare nuovi e più ampi bacini di impiego.
In ragione della grande
articolazione e complessità del settore, delle professionalità che gli sono
peculiari, nonché della mole di informazioni e dati - da ricostruire,
riorganizzare e reperire – che sarà necessario utilizzare, il progetto sarà articolato in tre annualità.
Per ognuna delle annualità il
focus centrale delle attività sarà rappresentato dall’analisi di uno o più
comparti produttivi, per un totale complessivo di 6 comparti, selezionati in
base alla loro rappresentatività in termini di mercato e di occupazione:
- comparto ortofrutticolo
- comparto vitivinicolo
- zootecnia lattiero caseario
- zootecnia carne ed allevamenti minori
- florovivaismo
- olivicoltura
Al fine di cogliere in maniera
adeguata l’evoluzione del settore verso nuovi mercati e prodotti, a fianco
degli studi nei settori tradizionali, per ciascuna delle annualità previste,
verranno inoltre individuate una o più tematiche di approfondimento
intersettoriale.
Infatti, la sola indagine su base
settoriale e di comparto non è in grado di rappresentare pienamente le
problematiche legate alla formazione di figure professionali che siano in grado
di gestire i cambiamenti e le innovazioni. Ci si riferisce, nello specifico,
alle prospettive di sviluppo del settore indicate in numerosi documenti
nazionali e comunitari, e relative, ad esempio, a: la riconversione di aziende agricole
verso ruoli di gestione dell’ambiente e del territorio, che comporta tutta una
serie di servizi innovativi offerti alla collettività, e la conseguente
esigenza di profili professionali non necessariamente legati alla mera
produzione agricola (aziende multifunzionali); le coltivazioni orientate verso
la produzione di biomasse a fini energetici; l’agricoltura biologica; il tema
della certificazione di qualità per le imprese della filiera agroalimentare; le
caratteristiche e le prospettive del mercato dei "prodotti tipici".
In particolare, la dispiegazione
temporale del progetto nelle tre annualità prevede la realizzazione delle
seguenti macroattività:
analisi di scenario
Studio preliminare del settore
agricolo nel suo complesso, finalizzato all’individuazione dei comparti
produttivi da prendere in esame per l’effettuazione delle attività di indagine
sui fabbisogni formativi (verifica ipotesi progettuale). A questo scopo,
verranno analizzate, da un lato, le caratteristiche dimensionali, produttive, organizzative
attuali e le prospettive di sviluppo; dall’altro, le peculiarità del mercato
del lavoro agricolo e delle figure professionali presenti.
Particolarmente rilevante appare,
inoltre, l’importanza che tale analisi riveste per quanti, operatori e studiosi,
si occupano del settore, fornendo una preziosa base conoscitiva che intende
caratterizzarsi per varietà, quantità, qualità ed integrazione dei dati e delle
informazioni considerati.
analisi di comparto
L’analisi di comparto si propone
il duplice scopo di arrivare all’individuazione delle aree territoriali e dei
soggetti rappresentativi del comparto stesso, presso i quali effettuare le
rilevazioni, e di ottenere dati ed informazioni funzionali alla messa a punto
degli strumenti di rilevazione.
indagine sui fabbisogni
formativi e professionali di comparto
Per ciascuno dei comparti
individuati l’indagine prevede in
sintesi i seguenti step di ricerca:
- ricognizione del processo produttivo del
comparto e delle innovazioni in atto e prevedibili, attraverso analisi
documentale, interviste a testimoni privilegiati e d esperti del settore,
focus groups;
- individuazione e descrizione delle figure
professionali di riferimento, tramite documenti di base preparati dallo
staff di ricerca sulla base delle analisi di scenario, comparto,
contrattualistica e la ricognizione del processo produttivo, discussi e
ritarati attraverso seminari, incontri, interviste con testimoni
privilegiati ed esperti;
- Ricognizione presso un campione rappresentativo di imprese del
comparto, utilizzando un questionario semistrutturato finalizzato ad
individuare e verificare le diverse competenze professionali richieste
dalle aziende secondo il classico schema (conoscenze, competenze,
capacità; sapere, saper fare, saper essere);
- Casi di
studio in profondità presso soggetti imprenditoriali e associativi attivi
sul territorio.
analisi dell’offerta
formativa
Il confronto tra domanda e offerta
di formazione e professionalità verrà effettuato tramite una ricognizione delle
iniziative formative attivate sia nell’ambito del sistema di formazione
professionale, sia nel sistema scolastico ed universitario e l’analisi del
curricula proposti e la loro aderenza alle figure professionali che verranno
via via emergendo dall’indagine sui fabbisogni formativi.
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